October 18, 2026
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L’accordo, finalizzato nelle prime ore di martedì, vede la Juventus infrangere i propri schemi salariali e di spesa per un difensore, portando il venticinquenne “gladiatore” all’Allianz Stadium con un contratto quinquennale.

Sebbene il club non abbia rivelato le cifre esatte, fonti autorevoli confermano che la Juventus verserà al Barcellona un anticipo di 62 milioni di euro, con bonus legati alle prestazioni che potrebbero portare il totale a 75 milioni di euro, rendendo Koundé il difensore più costoso nella storia della Juventus, superando il precedente record stabilito da Matthijs de Ligt nel 2019.

L’accordo prevede anche uno stipendio netto annuo di 9,5 milioni di euro per Koundé, più bonus legati alle prestazioni, consolidando il suo status di difensore più pagato della Serie A. Il trasferimento pone fine a mesi di intense trattative, durante le quali PSG, Manchester United e Bayern Monaco hanno manifestato un forte interesse.

L’arsenale di un gladiatore: i successi che hanno costretto la Juventus a intervenire

L’amministratore delegato della Juventus, Maurizio Scanavino, non ha risparmiato elogi, definendo Koundé “un gladiatore dei giorni nostri: implacabile, versatile e nato per le grandi occasioni”. Una descrizione supportata da un curriculum brillante e affinato dalle battaglie:

Versatilità tattica di alto livello: pur essendo principalmente un difensore centrale di destra, Koundé si è distinto anche come terzino destro difensivo sia nel Barcellona che nella nazionale francese. La sua capacità di neutralizzare gli esterni, di ripiegare a centrocampo o di giocare in una difesa a tre conferisce alla Juventus una flessibilità tattica raramente vista dai tempi di Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci.

Esperienza in Champions League e temperamento da grande partita: nelle ultime tre stagioni, Koundé ha mantenuto la porta inviolata più volte contro squadre classificate tra le prime 10 del ranking UEFA (11) di qualsiasi altro difensore. Nella Champions League 2023-24, ha registrato una percentuale di successo nei contrasti del 92% e ha vinto il 78% dei duelli aerei: numeri che surclassano la maggior parte dei suoi colleghi europei.

Vincitore dell’UEFA Europa League 2019-20 (Siviglia): A soli 21 anni, Koundé è stato determinante per il trionfo del Siviglia, conquistando il premio di migliore in campo nella semifinale contro il Manchester United, una prestazione che gli è valsa il soprannome di “gladiatore” da parte dei media spagnoli per la sua difesa impavida e grintosa.

Campione della Liga 2022-23 (Barcellona): Koundé è stato il pilastro della difesa più solida del Barça da oltre un decennio, subendo solo 20 gol in 38 partite, il secondo miglior risultato nell’era moderna del campionato. La sua intesa con Ronald Araújo è diventata leggendaria, ma ora arriva a Torino per crearne una nuova con Bremer.

Vincitore della UEFA Nations League 2021 (Francia): Koundé ha giocato titolare nella finale contro la Spagna, neutralizzando Ferran Torres e Álvaro Morata per tutti i 90 minuti. Il commissario tecnico francese Didier Deschamps lo ha definito “indispensabile”, con già 42 presenze in nazionale a quota 25.

Leadership di alto livello e dominio nei duelli: i modelli statistici collocano Koundé nel 99° percentile tra i primi cinque difensori dei campionati europei per pressing efficace, progressioni palla al piede e passaggi completati sotto pressione. È stato l’unico difensore la scorsa stagione a non commettere errori che abbiano portato a gol sia in Liga che in Champions League.

“Sono qui per lottare, non solo per giocare”

Alla sua presentazione, Koundé è arrivato all’Allianz Stadium indossando un elegante abito nero, ma stringendo una maglia della Juventus con la scritta “Gladiatore” stampata brevemente sul retro, un riferimento al suo nuovo soprannome. «Ho sentito le storie dei vecchi guerrieri della difesa della Juventus: Chiellini, Cannavaro, Thuram», ha dichiarato Koundé alla sala stampa gremita. «Non voglio solo indossare la loro maglia. Voglio sanguinare per essa. Un trasferimento da record? La pressione è per le gomme. Io sono qui per lottare».

L’allenatore della Juventus, Thiago Motta, che ha personalmente fatto pressioni per l’acquisto, ha definito Koundé «l’ultimo tassello della rinascita». Con i bianconeri che puntano a riconquistare lo Scudetto dopo due stagioni di assenza e a fare un buon percorso in Champions League, ci si aspetta che Koundé scenda subito in campo dal primo minuto nel Derby della Mole di sabato contro il Torino.

Conseguenze finanziarie e competitive

La natura da record dell’operazione riflette non solo le capacità di Koundé, ma anche un cambio di strategia: la Juventus punta sulla solidità difensiva per dare il via a un nuovo ciclo. L’accordo include una clausola rescissoria di 350 milioni di euro, mettendo di fatto fine a qualsiasi speculazione su una sua partenza immediata. Il Barcellona, ​​nel frattempo, utilizzerà il ricavato per finanziare la propria ricostruzione, sebbene il presidente del club, Joan Laporta, abbia ammesso: “Stiamo perdendo un guerriero. Non fraintendetemi, fa male”.

Per la Serie A, l’arrivo di Koundé alza il livello della corsa agli armamenti difensivi. Con Alessandro Bastoni dell’Inter, Fikayo Tomori del Milan e Amir Rrahmani del Napoli, il campionato vanta ora uno dei reparti di difensori centrali più formidabili degli ultimi decenni.

Mentre lasciava il podio, Koundé si è rivolto agli ultras riuniti e ha toccato due volte lo stemma della Juventus. “Il Colosseo è pronto”, ha detto. “Ora guardate questa caccia al gladiatore”.

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