L’allenatore cinquantaseienne ha fatto questa rivelazione durante una conferenza stampa congiunta con il presidente del club Aurelio De Laurentiis, al termine dell’ultima partita della stagione 2025-26 del Napoli, una vittoria per 1-0 contro l’Udinese che ha sancito il secondo posto in classifica alle spalle dell’Inter.

Conte, che aveva firmato un contratto triennale nel giugno 2024, ha citato la “mancanza di unità” e la presenza di “troppo veleno” nell’ambiente del club come ragioni principali del suo improvviso addio.
“È stato un onore, davvero speciale allenare il Napoli. Sono state due grandi stagioni, un’esperienza eccezionale”, ha dichiarato Conte ai media italiani. Tuttavia, è subito passato a una netta ammissione di fallimento: “Ho fallito in una cosa a Napoli: non sono riuscito a unire tutti. Ho visto troppo veleno, troppa cattiveria. Ho capito che non sarei mai stato in grado di creare un ambiente coeso, quindi ho fatto un passo indietro”.
Una stagione di alti e bassi
Conte arrivò allo stadio Diego Armando Maradona nell’estate del 2024, con il compito di risollevare una squadra che, dopo la vittoria dello Scudetto nel 2023, era precipitata in un disastroso decimo posto in campionato. L’obiettivo fu immediato: vinse lo scudetto nella stagione 2024/25, diventando il primo allenatore a conquistare il titolo con Juventus, Inter e Napoli.
Questa stagione, tuttavia, è stata segnata da incostanza e tensioni interne. Mentre il Napoli si è aggiudicato la Supercoppa Italiana a dicembre contro il Bologna, la sua avventura in Champions League si è conclusa in modo imbarazzante nella fase a gironi. In Serie A, un’Inter dominante si è dimostrata irraggiungibile, lasciando il Napoli a 11 punti di distacco al secondo posto.
Il “Patto di Non Aggressione” e le conseguenze
Secondo quanto riportato dai media italiani, l’addio di Conte sarebbe stato facilitato da un “patto di non aggressione” inserito nel suo contratto originale, che avrebbe consentito una separazione amichevole senza indennità di fine rapporto. Conte ha rivelato di aver comunicato la sua decisione a De Laurentiis un mese fa, dopo la tesa sconfitta contro il Bologna, che ha messo in luce profonde fratture all’interno della squadra riguardo agli acquisti del mercato di gennaio.
“Ho visto situazioni che non mi piacevano. Ero pronto a farmi da parte perché non ho mai allenato una stagione con giocatori anonimi”, ha dichiarato Conte, ammettendo che alcuni nuovi acquisti si erano scontrati con il “vecchio gruppo”, creando “dinamiche molto difficili”.
Nonostante le tensioni, il presidente De Laurentiis sembrava rassegnato alla separazione. “Quando Conte mi confermerà che il dado è tratto, cercheremo di andare avanti nel miglior modo possibile”, ha affermato De Laurentiis, invitando alla calma mentre il club cerca un successore.
Cosa riserva il futuro a Conte e al Napoli?
La panchina dell’Italia? Attualmente Conte è il favorito assoluto per un secondo mandato alla guida della Nazionale italiana. Tuttavia, il commissario tecnico ha cercato di smorzare le voci con una frecciatina sarcastica: “Il mio consiglio sarebbe di ingaggiare Pep Guardiola”. La decisione sul prossimo allenatore degli Azzurri dovrebbe essere presa solo il 22 giugno, giorno in cui la Federazione Italiana Giuoco Calcio eleggerà il nuovo presidente.
L’erede designato
Per il Napoli, il processo di ricostruzione è già iniziato. Diverse fonti confermano che il club è in trattative avanzate con Massimiliano Allegri, recentemente esonerato dal Milan. Allegri, ex tecnico di Juventus e Milan, è considerato il candidato ideale per fornire la stabilità difensiva e l’esperienza necessarie a sostituire l’imprevedibile Conte.
Conte lascia il Napoli con un anno di contratto ancora da onorare, confermando una tendenza che lo ha caratterizzato per tutta la carriera: periodi intensi e ricchi di successi, ma di breve durata. Per i tifosi del Napoli, lascia dietro di sé uno Scudetto e una Supercoppa, e il persistente interrogativo su cosa sarebbe potuto succedere se quel “veleno” fosse stato rimosso.
