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Nonostante il ritrovamento di audio blasfemo, il capitano dell’Inter evita la sospensione mentre il club chiede una riduzione della pena.
Lautaro Martinez, il capitano argentino dell’Inter, è al centro della controversia a seguito delle accuse di blasfemia mosse contro di lui dopo la partita del 16 febbraio contro la Juventus. La partita si è conclusa con la Juventus che ha sconfitto l’Inter per 1-0, ma lo scenario post-partita ha spostato l’attenzione sul presunto uso di parolacce da parte di Martinez. Il Procuratore federale italiano, Giuseppe Chinè, ha confermato l’esistenza di prove audio che catturano l’incidente, il che aggiunge complessità alla situazione.
Inizialmente, l’inchiesta è stata chiusa per insufficienza di prove, con Martinez che ha negato qualsiasi illecito. Ha dichiarato: “Non ho mai imprecato; è qualcosa che non accetto e mi ha infastidito perché cerco di mostrare rispetto, soprattutto verso i miei figli”. Nonostante queste affermazioni, il procuratore ha ora presentato una conferma audio delle accuse.
La cronologia degli eventi rivela come le tempistiche procedurali possano avere un impatto significativo sugli esiti di tali casi. Dopo la partita Juve-Inter, le prove non sono state immediatamente disponibili, poiché ci è voluto del tempo prima che la procura analizzasse i nastri e confermasse la pertinenza dell’audio. Questo ritardo è stato fondamentale perché, ai sensi dell’articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva italiano, Martinez e l’Inter hanno ora la possibilità di cercare un patteggiamento, trasformando la possibile sospensione iniziale (che avrebbe potuto essere fino a due giornate di partita per tale comportamento) in una semplice multa. Tali multe sono in genere comprese tra 5.000 e 10.000 euro.
Secondo l’articolo 37 del Codice di Giustizia Sportiva, la pena minima per l’uso di un linguaggio blasfemo durante o dopo la partita è una sospensione di una partita. Se le prove audio fossero emerse prima, l’organismo di governo dello sport avrebbe agito rapidamente, portando potenzialmente alla sospensione immediata di Martinez. Invece, le anomalie procedurali e il tempo necessario per il giusto processo hanno inaspettatamente favorito il giocatore.
Il caso di Martinez è particolarmente interessante se confrontato con altri incidenti all’interno del campionato. Ad esempio, la sospensione immediata del giocatore della Sampdoria Ferrari è stata decretata perché al momento dell’incidente erano disponibili chiare prove audio, in contrasto con le sfide tecniche e procedurali affrontate dalle accuse di Martinez.
Con la grande partita contro il Napoli incombente, programmata per il 28 febbraio 2025, Martinez sarà in campo come previsto. La posta in gioco per l’Inter, attualmente in competizione per il campionato, non potrebbe essere più alta. L’assenza del loro attaccante stellare durante partite così cruciali potrebbe avere notevoli ripercussioni sulle loro speranze di titolo.
“Ciò che questo caso evidenzia non sono solo le azioni di un giocatore, ma apre anche questioni più ampie sulla governance e sulle procedure all’interno della Serie A”, ha commentato l’esperto di diritto sportivo Marco D’Errico. Egli sottolinea come incidenti come questi riflettano sull’integrità complessiva del campionato.
Il club dell’Inter ha mantenuto il suo sostegno a Martinez, che continua a negare le accuse ed esprime fiducia nei risultati. “Vorrei concentrarmi sulla partita contro il Napoli; questo è ciò che conta di più”, ha ribadito Martinez durante le sue ultime interazioni con la stampa.
I critici hanno espresso le loro preoccupazioni sulla tempistica delle conclusioni e sul potenziale impatto che potrebbero avere sulle decisioni arbitrali e sulla disciplina dei giocatori in futuro. Molti chiedono protocolli più chiari e immediati quando si tratta della condotta dei giocatori sia durante che dopo la partita. “Si tratta di stabilire un precedente”, sostiene l’ex arbitro e attuale analista Paolo Mazzoleni. “Dobbiamo adattare e rivedere il modo in cui gestiamo tali casi per mantenere l’equità e la giustizia all’interno dello sport”.
Il fischio finale della prossima partita contro il Napoli non solo indicherà l’esito della partita, ma potrebbe anche fungere da cartina tornasole per la continua saga della condotta in campo di Lautaro Martinez e la governance delle autorità calcistiche italiane. Per ora, tutti gli occhi sono puntati sul campo, mentre le dinamiche della lega sono in bilico tra sportività e quadri normativi della professione.