Da eroe di Euro 2020 a scommessa sulla Juventus: Spinazzola torna a parametro zero nonostante il famigerato infortunio al bicipite femorale.

Torino, Italia – Con una mossa che incarna alla perfezione il genio caotico della nuova strategia di mercato della Juventus, Leonardo Spinazzola torna a casa. Ma non si tratta del ritorno di un eroe trionfante.

È una scommessa. Una scommessa ad alto rischio, di quelle che ti fanno venire i brividi, che ti tengono con il fiato sospeso ogni volta che scatta.

Il 32enne nazionale italiano ha clamorosamente accettato di tornare alla Juventus a parametro zero, lasciando il Napoli dopo una sola stagione. L’accordo, che diventerà ufficiale il 1° luglio, pone fine a un bizzarro ciclo decennale: scelto dalla Juve nel 2012, scartato senza una sola presenza da titolare in campionato, rinato alla Roma e al Napoli, e ora richiamato a Torino come potenziale salvatore, o come costoso spettatore in infermeria.

Il famigerato infortunio al bicipite femorale: un monito

Affrontiamo l’elefante nella stanza, o meglio, il bicipite femorale. Il problema al bicipite femorale sinistro di Spinazzola è entrato nella storia della Serie A, purtroppo per tutti i motivi sbagliati. Dalla sua ascesa fulminea agli Europei del 2020, dove è stato probabilmente il miglior giocatore dell’Italia prima della rottura del tendine d’Achille nei quarti di finale contro il Belgio, la “Ferrari con motore Fiat” ha saltato oltre 70 partite di club a causa di infortuni muscolari.

I numeri parlano chiaro:

2021/22 (Roma): 18 presenze da titolare in campionato

2022/23 (Roma): 20 presenze da titolare in campionato

2023/24 (Napoli): 22 presenze da titolare in campionato

Non ha disputato 30 partite di campionato in una stagione dal 2019. A 32 anni, questi numeri raramente migliorano.

Eppure, quando il suo corpo collabora? Quando i muscoli posteriori della coscia sono caldi, il campo è asciutto e le stelle si allineano? Spinazzola rimane uno dei terzini più imprendibili del pianeta. Le sue incursioni offensive, la sua agilità e i suoi precisi cross all’indietro sono un vero incubo per le difese avversarie. Chiedetelo al Belgio. O al Liverpool durante la cavalcata della Roma in Champions League nel 2018.

Perché la Juventus sta rischiando tutto?

Per Luciano Spalletti, il nuovo allenatore della Juventus ossessionato dalla fluidità tattica, Spinazzola risponde a un’esigenza ben precisa che nessun altro giocatore svincolato sul mercato è in grado di soddisfare.

Il profilo? Un tornante, un’ala travestita da terzino sinistro, capace di:

Smantellare le difese schierate basse con dribbling uno contro uno

Indietreggiare a centrocampo per sovraccaricare le zone centrali del campo

Offrire esperienza in Champions League senza costi di trasferimento

Con Filip Kostić probabilmente in partenza e Andrea Cambiaso ancora acerbo, Motta crede di poter “gestire” i minuti di Spinazzola come una squadra di Formula 1 che gestisce il degrado degli pneumatici. Una partita sì, una no. Turni da sessanta minuti. Niente partite intere consecutive.

“Non mi serve per 38 partite”, avrebbe detto Motta alla dirigenza della Juve durante le trattative. “Mi serve per 25 momenti decisivi”.

La furia del Napoli: il fattore Conte

Il tradimento si fa sentire soprattutto a Napoli. Antonio Conte ha chiamato personalmente Spinazzola tre volte la scorsa settimana, implorando il veterano di restare per il nuovo progetto. Conte aveva già individuato in Spinazzola il terzino sinistro titolare, il fulcro del suo modulo 3-5-2.

Invece, Spinazzola ha ceduto al richiamo di Torino e a un contratto più allettante.

La Juventus ha offerto un contratto biennale da 2,8 milioni di euro a stagione più bonus legati alle prestazioni. Il Napoli si era accontentato di un rinnovo annuale con una riduzione dello stipendio. I conti erano semplici. Il messaggio, brutale.

“Leonardo ha fatto la sua scelta”, ha dichiarato una fonte del Napoli a Tuttosport, a condizione di anonimato. “Ha scelto i soldi e una panchina familiare piuttosto che la lealtà e un posto da titolare. Va bene. Andiamo avanti”.

La visita medica che ha quasi fatto saltare l’affare

Dietro le quinte, il trasferimento è quasi saltato tre giorni fa durante la famigerata visita medica.

Sebbene Spinazzola avesse superato i test di idoneità standard, una risonanza magnetica avanzata al tendine d’Achille operato ha rivelato “alterazioni tendinopatiche croniche”, un modo medico per dire che il tendine è vecchio e problematico. I medici della Juventus avrebbero segnalato i risultati, esortando il club a riconsiderare la situazione.

Ma Giuntoli, il direttore sportivo della Juventus che anni fa aveva ingaggiato Spinazzola per il Napoli, ha spinto per il trasferimento. Il compromesso? Un contratto fortemente basato su incentivi. Lo stipendio base di Spinazzola è di soli 2 milioni di euro. I restanti 800.000 euro dipendono dalle presenze: una struttura “paga in base alle partite giocate” raramente vista per un giocatore del suo calibro.

Cosa significa questo per gli equilibri di potere in Serie A

Le implicazioni geopolitiche sono affascinanti.

La Juventus, esclusa dalle competizioni europee in questa stagione, ha accumulato giocatori svincolati (Spinazzola, Di Gregorio, forse il rinnovo di Rabiot) senza spendere nulla in commissioni di trasferimento. Il Napoli, invece, ha perso un titolare a parametro zero a favore di una diretta rivale: un peccato capitale nel calcio moderno.

Se Spinazzola rimarrà in forma, la Juventus si è assicurata un terzino sinistro tra i migliori tre della Serie A per zero euro. Se invece si infortunerà entro ottobre, il Napoli riderà, e la “scommessa Spinazzola” andrà ad aggiungersi alla lista degli episodi imbarazzanti della Juventus, insieme al secondo periodo di Cristiano Ronaldo e al congedo per infortunio di Paul Pogba.

Il verdetto finale: Genio o follia?

Ecco la verità. Ogni trasferimento a parametro zero è una scommessa. Ma Spinazzola è una roulette con 30 numeri neri, 5 rossi e uno zero verde.

Quando la sorte si ferma sul verde – quel magico mese di Euro 2020 – vale il doppio del suo stipendio. Quando si ferma sul nero – il terzo strappo al bicipite femorale della stagione – diventa un fantasma in infermeria, un altro costoso “e se” negli archivi medici gonfiati della Juventus.

Per un club che desidera disperatamente tornare a competere per lo Scudetto senza gli introiti della Champions League, è un rischio che vale la pena correre.

Per Spinazzola, è l’ultima occasione per riscrivere la sua storia alla Juventus. È arrivato da adolescente e se n’è andato da nessuno. Ritorna da campione d’Europa, icona del calcio italiano e uomo il cui corpo ha già scritto la sua tragica sceneggiatura.

Ora, tutti tengono d’occhio il bicipite femorale.

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