Il presidente del Napoli respinge categoricamente l’offerta statunitense di 2,2 miliardi di euro, lasciando intendere che il testimone passerà alla figlia in vista del centenario del club.

Con l’arrivo dell’estate 2026, l’SSC Napoli si trova a un bivio cruciale. Da un lato, il centenario del club, che ricorre il 1° agosto; dall’altro, investitori americani con grandi disponibilità finanziarie che puntano a un’offerta record. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha ora lanciato un messaggio chiaro: il Napoli non è in vendita, ma un passaggio di consegne interno alla famiglia potrebbe essere in programma.
Il “no” da 2,2 miliardi di euro
La notizia principale che ha riguardato il Napoli quest’estate è stata il tentativo di acquisizione da parte degli Stati Uniti.
Un consorzio guidato dal finanziere Matt Rizzetta (Underdog Global Partners) e da società di investimento tra cui Ariel Investments – composto da fondi italo-americani – ha presentato un’offerta formale di 2,2 miliardi di euro per il club. Tale cifra supera di gran lunga l’attuale valutazione di mercato del Napoli e avrebbe stabilito un nuovo record per la vendita di un club italiano.
La risposta di De Laurentiis, tuttavia, fu risoluta: “No”.
Secondo diverse fonti, il presidente ha respinto la proposta “con garbo ma fermezza”. Si è recato personalmente a Los Angeles per supervisionare a distanza le attività estive del club dagli Stati Uniti, ma ha chiarito di non avere alcuna intenzione di incontrare potenziali investitori. I giornalisti che seguono il Napoli hanno confermato che lo scopo principale del viaggio era assistere alle partite dei Mondiali FIFA, co-organizzati da Stati Uniti, Canada e Messico, non negoziare una cessione.
Lo stesso De Laurentiis ha offerto una spiegazione significativa:
“Gli americani sono venuti nel 2017, gli arabi nel 2021. È normale. Ma il punto non sono i soldi, bensì se un successore sarà in grado di gestire questa società con il cuore. Senza cuore non si possono fare film, né si può fare calcio. Non bisogna essere tifosi, ma per far funzionare tutto bisogna metterci passione”.
Questo chiarisce inequivocabilmente: agli occhi di De Laurentiis, il Napoli non è solo un bene da monetizzare.
Il piano di successione
Se la porta per una cessione esterna è stata definitivamente chiusa, sembra aprirsi la finestra per una transizione interna.
Diversi media italiani hanno recentemente riportato che De Laurentiis sta seriamente valutando uno scenario futuro: cedere la presidenza alla figlia, Valentina De Laurentiis.
Valentina ricopre già un ruolo sempre più importante negli affari commerciali e aziendali del club, e la sua influenza all’interno dell’organizzazione è cresciuta costantemente. Con De Laurentiis ormai in età avanzata, l’idea di un passo indietro e di lasciare il timone alla figlia sta diventando una possibilità concreta.
Qualora questo accordo si concretizzasse, il Napoli rimarrebbe saldamente nella famiglia De Laurentiis, ma con la leadership che passerebbe alla generazione successiva. Ciò si allineerebbe perfettamente con la convinzione espressa dal presidente che un successore debba agire “con il cuore” e proteggerebbe inoltre il club dall’essere snaturato da capitali esterni.
Celebrazioni del Centenario e pressioni finanziarie
La decisione di De Laurentiis di mantenere la proprietà del club in questo momento è profondamente legata all’imminente centenario del Napoli. Il 1° agosto, il club celebrerà ufficialmente un secolo di storia. Sono già in programma una serie di eventi celebrativi, tra cui la presentazione di una maglia speciale per la nuova stagione il 6 luglio alla Stazione Marittima. Vendere il club in un anno così importante sarebbe chiaramente impensabile dal punto di vista emotivo.
Detto questo, rimanere sulla strada intrapresa non significa che il percorso sia privo di ostacoli. Si prevede che l’ultimo esercizio finanziario del Napoli si chiuderà con una perdita di circa 25 milioni di euro, il secondo anno consecutivo in rosso. Sebbene De Laurentiis consideri questo deficit “gestibile” e copribile con le riserve accumulate, la mancanza di uno stadio proprio rimane una debolezza strutturale che ostacola la crescita a lungo termine.
Attività estive in corso
Con la questione della proprietà risolta per ora, l’attività sportiva del Napoli procede a pieno ritmo.
Massimiliano Allegri, che ha già lasciato il Milan, è pronto a diventare il nuovo allenatore del Napoli, firmando un contratto triennale. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni tramite i suoi canali social.
È stato inoltre reso noto il programma di allenamento estivo della squadra: il ritiro pre-campionato si terrà a Dimaro il 17 luglio. Sul fronte del mercato, nonostante le pressioni finanziarie, non si prevede che il club sia costretto a cedere giocatori a prezzi stracciati.
Conclusione
L’estate del 2026 vede il Napoli a un bivio tra storia e futuro. Rifiutando un’offerta di 2,2 miliardi di euro, De Laurentiis ha chiarito inequivocabilmente una cosa: il Napoli non è in vendita, almeno non finché lui ne sarà alla guida. Ma l’altro segnale che sta inviando è altrettanto significativo: si stanno gettando le basi per una successione familiare.
“Senza cuore non si può fare calcio.”
