October 19, 2026
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ILAN – Il 22 maggio 2024, l’Inter ha ufficialmente cambiato proprietà. Oaktree Capital Management, la società di gestione patrimoniale statunitense, ha assunto il controllo del club dopo che l’ex azionista di maggioranza Suning Group non è riuscito a onorare un prestito triennale di circa 395 milioni di euro (interessi inclusi).

Il debito era stato contratto nel 2021, quando Suning aveva preso in prestito 275 milioni di euro a un tasso di interesse annuo del 12%, utilizzando come garanzia la sua quota del 99,6% nell’Inter.

Da quando ha assunto il controllo, Oaktree si è mossa rapidamente per stabilizzare le finanze del club. Nel primo trimestre dell’esercizio 2024/25, ha iniettato 47 milioni di euro di nuovo capitale – di cui 44 milioni in contanti – contribuendo a ridurre le perdite da 85 milioni a 36 milioni di euro.

Prima sessione di mercato estiva completa: una svolta incentrata sui giovani
L’estate del 2025 è stata la prima sessione di mercato completa sotto la gestione esclusiva di Oaktree. A differenza dell’era Suning, che spesso imponeva la cessione di giocatori di punta e l’acquisto di sostituti a basso costo, Oaktree ha investito circa 80 milioni di euro per portare a casa quattro giovani talenti: Bonny, Luis Henrique, Andy Diouf e Sučić. La strategia era chiara: puntare su giocatori con un buon valore di rivendita, anziché affidarsi a veterani in là con gli anni come Džeko o Mkhitaryan. Oaktree ha inoltre nominato un responsabile finanziario all’interno del club, lasciando la gestione operativa quotidiana della società all’amministratore delegato Giuseppe Marotta e al suo team dirigenziale.

La logica del capitale: “Comprare per rivendere”
Oaktree non è un filantropo del calcio. È uno specialista in asset in difficoltà. Fin dall’inizio, l’accordo di prestito originale prevedeva che, in caso di vendita dell’Inter da parte di Suning, Oaktree avrebbe ricevuto il 20% del prezzo finale di vendita. Quando Suning non è riuscita a trovare un acquirente, Oaktree ha semplicemente preso possesso della società, diventando essa stessa il venditore.

Nel settembre 2025, il quotidiano finanziario italiano Il Sole 24 Ore riportava che Oaktree si stava già preparando a cedere il club, con una valutazione di circa 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, il progetto bloccato per il nuovo stadio rimaneva un ostacolo importante al raggiungimento di tale prezzo.

2026: Brookfield acquista Oaktree, ma l’Inter resta sul mercato
All’inizio del 2026, si verificò un nuovo colpo di scena societario. Il colosso canadese degli investimenti Brookfield, che già deteneva il 74% di Oaktree, completò l’acquisizione del restante 26% per circa 3 miliardi di dollari, rendendo Oaktree una sua controllata al 100%. La valutazione totale di Oaktree si aggirava intorno agli 11,5 miliardi di dollari. Sebbene ciò abbia modificato la struttura proprietaria al di sopra di Oaktree, diverse fonti hanno confermato che non ha avuto alcun impatto diretto sulle operazioni quotidiane dell’Inter o sulla politica di mercato: Oaktree rimane il proprietario registrato del club, ora sotto l’egida di Brookfield.

Estate 2026: l’atto finale prima del passaggio di consegne?

All’apertura della finestra di mercato estiva 2026, Oaktree ha delineato un budget di circa 50 milioni di euro, che potrebbe essere integrato dalle cessioni di giocatori. Le priorità dell’allenatore Cristian Chivu includevano due difensori centrali, il centrocampista Marco Palestra (che alla fine è stato acquistato dal Chelsea per 60 milioni di euro più bonus, dopo l’offerta di 45 milioni di euro dell’Inter) e un ulteriore rinforzo a centrocampo.

Tuttavia, il segnale più significativo è arrivato dal processo di approvazione interno di Oaktree. Alcune indiscrezioni hanno criticato le complesse procedure di approvazione a più livelli della società, indicandole come uno dei motivi per cui l’Inter ha perso diverse importanti trattative. Ancora più importante, l’analista finanziario calcistico Marco Bellinazzo ha recentemente delineato la strategia a medio termine di Oaktree: il prezzo di vendita finale deve superare di gran lunga i 2-2,5 miliardi di euro, il che significa che gli acquisti di quest’estate devono contemporaneamente migliorare le prestazioni competitive della squadra e rendere il bilancio più appetibile per i potenziali acquirenti.

Cosa significa davvero “Dopo l’estate”
Quando Oaktree ha acquisito l’Inter, non ha mai nascosto la sua intenzione di cederla. La domanda era sempre quando. Diverse testate giornalistiche italiane e internazionali concordano ora sul fatto che Oaktree stia attivamente cercando un acquirente per l’Inter, e la chiusura della finestra di mercato estiva del 2026 (che si chiude a fine agosto) è vista come il punto di svolta naturale. Entro quella data, la nuova rosa sarà completa, i bilanci rifletteranno i movimenti di capitale estivi e la valutazione del club potrà essere presentata con la massima chiarezza ai potenziali acquirenti, siano essi fondi sovrani, fondi di private equity statunitensi o altri consorzi.

I dirigenti di Oaktree non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche su una data di passaggio di consegne specifica, ma fonti interne indicano che la società ha già incaricato dei consulenti di sondare le offerte, con l’obiettivo di concludere la vendita entro la fine del 2026 al più tardi. La tempistica “dopo l’estate” non è casuale: permette al nuovo proprietario di subentrare con una rosa consolidata e un’intera stagione davanti, mentre Oaktree può presentare la cessione come un successo.

Conclusione

Da creditore a proprietario, e ora a venditore: la gestione dell’Inter da parte di Oaktree è sempre stata un’operazione finanziaria con una data di scadenza ben precisa. La finestra di mercato estiva del 2026 non riguarda solo l’acquisto di giocatori, ma anche la preparazione del club per il passaggio di proprietà. Non è ancora certo se il prezzo finale raggiungerà l’ambizioso obiettivo di 2,5 miliardi di euro fissato da Oaktree, ma una cosa è sicura: alla chiusura del mercato estivo, inizieranno le vere trattative per un nuovo proprietario. Il prossimo capitolo dell’Inter non si scriverà solo sul campo, ma anche nelle sale riunioni della finanza globale.

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